Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

L’Inghilterra nella morsa della criminalità etnica

L’Inghilterra nella morsa della criminalità etnica

di Piero Innocenti

Il problema della insicurezza pubblica sta interessando, da diversi anni ormai, non solo l’Italia ma anche molti altri paesi e tra questi l’Inghilterra. A ricordarlo l’interessante articolo “Londra, paradiso o Far West” di alcuni giorni fa di Luigi Ippolito ( Corriere della Sera del 12 gennaio 2026), che evidenzia una crescita della piccola criminalità nella City. Allo stato delle informazioni di cui disponiamo, si può asserire che in Inghilterra non esistano organizzazioni criminali strutturate in rigide e articolate gerarchie. Si tratta per lo più di gruppi che agiscono localmente e di rado hanno ramificazioni su tutto il territorio nazionale. Eppure, anche se di dimensioni ridotte, questi hanno collegamenti più o meno stabili con organizzazioni estere. Una caratteristica che accomuna le associazioni britanniche è la loro appartenenza a gruppi etnici o nazionali specifici; così abbiamo i giamaicani, i cinesi, gli italiani, gli israeliani, i turchi, gli indiani, gli africani. L’omogeneità etnica costituisce il principale vincolo associativo.
Pare quasi una singolare nemesi storica, che un ex impero coloniale tanto vasto sia ora in qualche modo “colonizzato” da gruppi criminali provenienti dai paesi un tempo soggiocati. In realtà il fenomeno può essere letto in ben altra chiave; e cioè che proprio l’emarginazione etnica delle frange immigrate può essere la causa di fondo delleloro attività delittuose. I malviventi giamaicani vengono denominati yardies o yard boys dal nome di una baraccopoli di Kingston chiamata, appunto, the yard o the jungle. Si occupano di traffico di cocaina, dello spaccio di crack, del riciclaggio relativo e sono particolarmente violenti. Costituiscono una molteplicità di bande in concorrenza tra loro.
I cinesi, organizzati secondo i rituali e le strutture tipiche delle Triadi, si occupano di estorsioni, gioco d’azzardo, prostituzione e, in misura minore, di traffico di droghe. La Triade 14K e la Triade Wo shing wo, hanno la loro base nella chinatown di Londra ( ma anche nel quartiere di Queenway) e sono attive a Manchester, Glasgow, Birmingham e Southampton.
I gruppi criminali israeliani si sono costituiti alla fine degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta, come conseguenza della fuga da Israele di un certo numero di giovani malviventi che volevano sfuggire al reclutamento per la guerra del Kippur. Si rifugiarono in Gran Bretagna, ma anche in Germania, Olanda, Belgio e Francia. Operano nella zona di Londra e sono specializzati nel traffico di droghe, riciclaggio e truffe. Della Nigeria e del Ghana vengono imnvece i componenti dei gruppi africani specializzati nel traffico di eroina. Il loro ruolo si evidenziò con gli arresti, a partire dalla metà degli anni Ottanta, di un numero crescente di corrieri che trasportavano droga nascosta nel corpo ( i cosiddetti “ovulatori”). Anche i gruppi criminali di origine turco-cipriota operano sul mercato dell’eroina e sono attivi nella zona di Londra e nel sud-est dell’Inghilterra. Alcune organizzazioni della criminalità russa hanno fatto, da anni, della Gran Bretagna la base per il riciclaggio. Nel 1993 furono scoperte ben duecento operazioni finanziarie targate Russia e si calcolò che ogni anno venivano riciclati tre o quattro miliardi di sterline.
La criminalità iraniana, infine, prese avvio dalla forte immigrazione sviluppatasi verso la Gran Bretagna e gli USA dopo la caduta dello Scià e proseguita durante la guerra tra Iran e Iraq. In conclusione, una situazione generale piuttosto preoccupante con le forze di polizia che, al di là di successi sporadici e isolati, non riescono a controllare se non una percentuale minima delle attività illecite che si svolgono nel paese.

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero